Invoice Trading: liquidità per l’impresa.

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Le piattaforme di Invoice Trading rappresentano per le imprese un canale di finanza alternativa al sistema creditizio tradizionale, uno strumento, in un certo senso di efficientamento del mercato, permettendone l’accesso a quelle poco o per niente “bancabili”. Queste ultime, infatti, possono ottenere liquidità per finanziare il proprio capitale circolante attraverso la cessione dei crediti prodotti nell’esercizio dell’attività d’impresa.

Le Invoice Trading platforms altro non fanno che soddisfare una delle funzioni caratteristiche del mercato finanziario, cioè quella di collegare osmoticamente soggetti in situazione di surplus (finanziario) a soggetti in situazione di deficit. Nello specifico imprese a investitori istituzionali (ma anche privati), che possono entrare in contatto tra loro direttamente, soddisfando le proprie reciproche esigenze. Prima importante caratteristica. Le piattaforme rendono possibile il trasferimento diretto di risorse tra investitori e cedenti dei crediti. Proprio come nelle piattaforme di peer to peer lending tra privati.

Il servizio offerto dalle Invoice Trading platforms si rivolge a piccole e medie imprese che, per varie ragioni (valore nominale dei crediti esiguo, crediti generati da attività in fase di startup, ecc.), non riescono a smobilizzare il proprio fatturato attraverso i circuiti classici del credito (fidi bancari e factoring).

Dal punto di vista del funzionamento, le imprese che conoscono il factoring ne noteranno la similarità. Non a caso nel mondo anglosassone, dove le Invoice Trading platforms sono molto diffuse, questa “formula” è conosciuta anche come invoice factoring. Basta registrarsi. Alcune piattaforme dichiarano di non effettuare controlli di merito creditizio su chi si iscrive e fruisce del servizio. Altre dichiarano di effettuare “some simple credit check” attraverso l’acquisizione di informazioni fornite da operatori specializzati. Neppure lo standing creditizio del debitore della fattura proposta in asta verrebbe vagliato. Ma esistono anche Invoice Trading platforms che si riservano di escludere dall’asta crediti verso aziende dal rischio particolarmente elevato, la valutazione del quale è affidata a società specializzate.

Discrezionale per ciascuna piattaforma la possibilità di far cedere crediti con DSO tra 30 e 90 giorni oppure oltre. Il credito è posto all’asta in attesa che si concretizzi l’offerta giusta per l’acquisizione in pro-soluto. L’asta si deve concludere entro un tempo stabilito (es. 1-48 ore) dalla piattaforma.

L’impresa fissa preventivamente le condizioni di vendita, generalmente tre: percentuale di anticipazione che intende ricevere alla cessione del credito (il saldo è corrisposto a scadenza fattura), percentuale di sconto sul valore nominale che intende riconoscere all’acquirente, periodo di tempo (giorni di pagamento) al quale agganciare percentuali di sconto progressivamente più alte (es. 1% di sconto a 30 giorni, 2% a 60 giorni e così via). È nella scelta dei parametri che si individua un’altra caratteristica che le Invoice Trading platforms ostentano come proprio tratto distintivo: è l’impresa che sceglie quali crediti vendere e i costi da sostenere. “The choice is yours“.

Fine modulo

Il cliente, di solito, subordinatamente al buon fine dell’operazione riconosce alla piattaforma una commissione, trattenuta al saldo della fattura dal valore nominale del credito, che costituisce la remunerazione per la gestione dei servizi amministrativi che ruotano attorno alla creazione del matching domanda-offerta.

A differenza di una linea di credito bancaria tradizionale (es. fido) ha, per esempio, il vantaggio di non generare costi a carico dell’impresa in caso di meccanismo d’asta non andato a buon fine e, quindi, di transazione cedente-acquirente non avvenuta. Così come non ci sono costi qualora non si usufruisca del servizio dopo essersi accreditati.

L’Invoice Trading, che ancora in Italia non sembra aver attecchito, a meno di poche eccezioni, si inserisce nel più ampio contesto del peer to peer lending. Tuttavia, a livello internazionale, le piattaforme stanno attirando l’attenzione di grandi players finanziari come Société Générale e Goldman Sachs, a testimonianza del fatto che l’eventuale crescita di questo mercato potrà far gola anche a questi soggetti, alla ricerca di redditività da nuovi business.

Il ricorso alle Invoice Trading platforms è utile anche agli investitori istituzionali non bancari che possono entrare in un mercato dai rendimenti potenzialmente buoni in presenza di un altrettanto buon grado di diversificazione del rischio. Rappresenta per loro, una potenziale opportunità di diversificare i propri assets attraverso il ricorso ad un nuovo strumento; in quanto nuovo, però, potrebbe non essere ancora stato assimilato nella sua completezza dai potenziali investitori, nel qual caso il supporto di consulenti finanziari esperti potrebbe rivelarsi prezioso.

Nate per ovviare ad alcune criticità del sistema creditizio, potrebbero divenire presto un appetito dei grandi players del medesimo, oltre che per la ragione già esposta, anche per la particolare attenzione che le Invoice Trading platforms hanno rivolto allo sviluppo tecnologico che, viceversa, vede la maggior parte degli operatori bancari ancora attardati.

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Roberto Bramato

Advisor, presso la società di Revisione e Consulenza BDO Italia SpA (www.bdo.it), nell'area Risk Advisory Services, per le tematiche di Governance, Risk, Internal Control. Laurea in Economia delle Istituzioni e dei Mercati Finanziari nel 2006, con una tesi in Tecnica di Borsa. Master in Gestione del Risparmio (Tor Vergata, 2006); Corso di Formazione Universitaria in Diritto e Tecnica dell'assicurazione (LIUC di Castellanza, 2011); Executive Master in Credit Management (Il Sole 24 ORE Business School, 2014). Breve esperienza in Banca Popolare Pugliese, nel 2007. Dal 2011 contributor per siti specializzati e riviste on line quali Diritto 24 – Il Sole 24 Ore, Compliancenet.it, DirittoBancario.it, AnalisiBanka.it, Simplybiz.net.