La tartaruga digitale: micro-imprese e tecnologia

Immagine da MoneyFarm Blog
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Made in .it” è un progetto nato dalla collaborazione tra Registro.it ed Il Sole 24 Ore. Il progetto ha dato evidenza, grazie allo studio condotto da una società specializzata in ricerche di mercato per conto dell’Istituto di Informatica e Telematica del CNR, del rapporto tra digitalizzazione e micro-imprese nel nostro paese. Ed è qui che nasce l’immagine della tartaruga digitale: un avvicinamento alle nuove tecnologie dall’andamento pacato ed impassibile.

Passiamo ai dati dell’analisi citata.

Gli esiti, per certi versi, non sono molto confortanti dal punto di vista dello “stato dell’arte”. Specie se si fa riferimento all’utilizzo del web quale strumento di sviluppo del business attraverso la pubblicazione di un proprio sito internet, per esempio, o l’utilizzo di un profilo social a fini di diffusione del brand e fidelizzazione. L’utilizzo più comune risulterebbe legato alla necessità di gestione della posta elettronica con il ricorso ad un dominio personalizzato.

Ma a ben vedere, guardando l’altra faccia della medaglia ci possiamo rendere conto di come ci sia tanto lavoro da fare.

E da poter e dover fare, perché lo sviluppo del Paese, passa da qui.

Il campione è stato costruito con 1.200 aziende tra quelle che rappresentano circa il 95% del tessuto produttivo italiano: aziende piccole, con un numero di dipendenti inferiore alle 10 unità.

L’indagine, nel considerare il rapporto tra le nostre micro-imprese e la digitalizzazione, ha focalizzato l’attenzione su alcuni elementi che hanno rappresentato i parametri attorno ai quali definire un benchmark per l’analisi:

  • connessione internet e possesso di un dominio registrato;
  • profilo social;
  • attività di marketing e comunicazione;
  • previsioni di investire in attività sul web e digitali nel corso del 2017;
  • cultura digitale (conoscenza di concetti quali IoT ed Industria 4.0).

Andiamo con ordine. Tutte le aziende intervistate hanno rivelato di essere connesse ad internet, infatti il 95% ha una connessione mentre il restante 5% ha più di una connessione. Di queste, però, non tutte hanno registrato un proprio dominio web: questa percentuale corrisponde ancora ad 1/3 delle aziende intervistate.  Circa il 20% del campione ha rivelato come anche in futuro potrebbe difficilmente ricorrere all’utilizzo di un dominio internet personale.

Tra le micro-imprese con una maggiore propensione al “digitale” si ritrovano quelle che hanno un profilo social attivo e che dalla lettura dell’infografica cui ci siamo rifatti risultano essere, però, in netta minoranza rispetto a quelle che non fanno ricorso ad alcun social: risulterebbero essere circa il 28% di quelle che hanno dichiarato di avere un dominio web. Quindi, se non ci stiamo sbagliando, poco meno del 27% delle aziende intervistate ricorre allo strumento del social. Tra queste, il social che va per la maggiore è senza dubbio Facebook che stacca nettamente i competitors più noti quali Pinterest, Twitter, Linkedin, Instagram.

Pochissime le micro-imprese che si adoperano in attività di marketing on line ed ancora meno quelle che utilizzano internet per sviluppare un canale distributivo digitale (e-commerce).

Tutto da sviluppare, invece, il tema relativo agli investimenti destinati all’innovazione, se si pensa che il 69% delle micro-imprese intervistate ha dichiarato di destinare una quota dei propri investimenti complessivi inferiore al 5%.

Altrettanto preoccupante è rilevare come alcuni concetti legati a questo momento di diffusione crescente della tecnologia digitale risultino essere sconosciuti. Ci riferiamo al concetto di Industria 4.0 e di IoT (Internet of Things).

Il quadro, nel complesso, sembrerebbe denotare la necessità di intervenire in maniera decisa e concreta per creare una maggiore “cultura digitale” favorendone poi la diffusione.

Il tema, infatti, non è da ridurre solo al tentativo di sottrarre molte realtà aziendali al completo oblio che vivono in termini di diffusione on line del proprio brand quanto piuttosto a quello di fornire a chi on line c’è già o ci sta arrivando, gli strumenti conoscitivi adatti a padroneggiare la tecnologia digitale ed il web a fini di business.

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Roberto Bramato

Advisor, presso la società di Revisione e Consulenza BDO Italia SpA (www.bdo.it), nell'area Risk Advisory Services, per le tematiche di Governance, Risk, Internal Control. Laurea in Economia delle Istituzioni e dei Mercati Finanziari nel 2006, con una tesi in Tecnica di Borsa. Master in Gestione del Risparmio (Tor Vergata, 2006); Corso di Formazione Universitaria in Diritto e Tecnica dell'assicurazione (LIUC di Castellanza, 2011); Executive Master in Credit Management (Il Sole 24 ORE Business School, 2014). Breve esperienza in Banca Popolare Pugliese, nel 2007. Dal 2011 contributor per siti specializzati e riviste on line quali Diritto 24 – Il Sole 24 Ore, Compliancenet.it, DirittoBancario.it, AnalisiBanka.it, Simplybiz.net.