Capire il Rischio e la Volatilità (articolo ripubblicato su FundsPeople)

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Sui mercati finanziari si definisce volatilità la misura dell’incertezza circa l’andamento dei corsi azionari.Tanto maggiore è la volatilità che caratterizza il prezzo di un titolo azionario, tanto più ampia è l’oscillazione che esso stesso può registrare, in aumento o in diminuzione, in un definito orizzonte temporale. In questo senso la volatilità è intesa come una misura del rischio di un investimento, poiché l’oscillazione del prezzo di un titolo incide direttamente sul rendimento che l’investitore può conseguire attraverso la dismissione dello stesso titolo presente nel proprio portafoglio. Di conseguenza ad oscillazioni ampie del prezzo possono corrispondere profitti o perdite altrettanto importanti. Maggiore, dunque, ne risulta il rischio associato.

In virtù di quanto sopra è fondamentale per un investitore, quindi, tenere in assoluta considerazione questa misura di rischio dell’investimento che si accinge ad effettuare. Se proviamo ad osservare alcune serie storiche azionarie, in particolare le serie relative ai rendimenti che hanno registrato nel tempo, possiamo notare come ad esempio mostrino un’alternanza di periodi caratterizzati da osservazioni a varianza bassa cui ne seguono altri caratterizzati, invece, da varianza alta. Questo fenomeno noto come volatility clustering, è una delle constatazioni empiriche che sono alla base delle teorie che considerano i mercati finanziari come inefficienti, caratterizzati da sostanziale asimmetria informativa. 

Presupporre quanto appena sostenuto, fa pensare alla possibile presenza di una certa “persistenza della volatilità che rappresenterebbe un fatto di notevole importanza per quanti, occupandosi di finanza, debbono affrontare problemi di asset allocation”.

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Trasparenza delle operazioni e dei servizi bancari e finanziari

Fonte: la rete
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Con il presente provvedimento si apportano integrazioni e modifiche al provvedimento della Banca d’Italia “Trasparenza delle operazioni e dei servizi bancari e finanziari. Correttezza delle relazioni tra intermediari e clienti” adottato il 29 luglio 2009 come successivamente modificato, per dare attuazione al nuovo capo I-bis del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385 (Testo Unico Bancario – TUB) e al decreto d’urgenza del Ministro dell’economia e delle finanze – Presidente del CICR del 29 settembre 2016, n. 380, con i quali è stata recepita la direttiva 2014/17/UE in materia di credito immobiliare ai consumatori.

Leggi tutto il testo del Provvedimento nella formulazione annotata resa disponibile dall’Autorità di Vigilanza

Novità dal #Fintech: l’app di AcomeA Sgr

Tenere i soldi sul conto corrente è la scelta migliore?

Chi di voi, almeno una volta nella vita, non ha avuto modo di risparmiare un po’ di soldi, grazie magari ad un piccolo salvadanaio di terracotta? E chi, tra voi, non ha mai provato quella immensa sensazione di piacere nel romperlo, consapevole di aver raggiunto il traguardo e di poter realizzare un piccolo grande sogno?

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Risparmio: sei un Millennial? Fai fruttare i tuoi 100€ al mese con un’app

Se sei già verso i 24 anni è probabile che tu abbia iniziato o starai per iniziare a provare l’ebbrezza del primo stipendio. Certo, visti i tempi che corrono ed essendo la prima occupazione, lo stipendio sarà alquanto contenuto, però inizia a generare una certa indipendenza finanziaria, che porta con sé una prima necessità di risparmio.

Continua a leggere l’articolo a cura della Redazione di Wild Italy

Un investimento è soggetto al rischio di perdita. Gli articoli non rappresentano un invito all’investimento.

Disciplina sui contratti di credito immobiliare ai consumatori: consultazione pubblica

 

Fonte: la rete
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Con il presente documento si sottopongono a consultazione pubblica alcune modifiche alle “Disposizioni di vigilanza per le banche (Circolare n. 285 del 17 dicembre 2013)” e alle “Disposizioni di vigilanza per gli intermediari finanziari (Circolare n. 288 del 3 aprile 2015)”.

Le modifiche sono volte a dare attuazione agli artt. 120-undecies e 120-duodecies, capo I-bis, titolo VI, del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385 (Testo Unico Bancario – TUB), introdotti, per recepire la direttiva 2014/17/UE sul credito immobiliare ai consumatori, dal decreto legislativo 21 aprile 2016, n. 72 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 20 maggio 2016 ed entrato in vigore il 4 giugno 2016).

Il decreto legislativo 21 aprile 2016, n. 72, che recepisce la direttiva 2014/17/UE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 4 febbraio 2014 sul credito immobiliare ai consumatori (c.d. Mortgage Credit Directive, di seguito “MCD”), ha, tra l’altro, introdotto gli artt. 120- undecies e 120-duodecies nel capo I-bis, titolo VI, TUB, relativi alla valutazione del merito creditizio dei consumatori e alla valutazione dei beni immobili costituiti a garanzia. In particolare:

l’art. 120-undecies TUB prevede specifiche regole in materia di valutazione del merito di credito del consumatore che impongono al finanziatore di effettuare un’attenta verifica della capacità dei consumatori di adempiere agli obblighi stabiliti dal contratto di credito;

l’art. 120-duodecies TUB disciplina alcuni aspetti relativi alla valutazione dei beni immobili. In particolare, si prevede l’utilizzo da parte dei finanziatori o di soggetti terzi da essi incaricati di standard affidabili per la valutazione degli immobili nonché la competenza sotto il profilo professionale del soggetto che svolge la valutazione degli immobili e la sua indipendenza dal processo di commercializzazione del credito della banca.

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I Confidi e le garanzie del Fondo Centrale

 

Fonte: la rete
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E’ notizia di qualche giorno fa che la situazione difficile in cui versa Eurofidi non ha ancora trovato soluzione.

In fondo alla pagina il link ad un articolo disponibile in rete, del quale colpisce in particolare il riferimento alle garanzie del Fondo Centrale di Garanzia.

Infatti, si scrive che il passivo sarebbe “frutto in gran parte del rifiuto del Fondo Centrale di Garanzia a ritenere valide pratiche di concessioni di garanzie valutate invece dal garante di ultima istanza non corrette”.

La riflessione, al riguardo, è circa la possibilità che la circostanza di cui sopra non sia una prerogativa unica di questo confidi, ma possa essere ritenuta, in una qualche misura, probabilmente “di sistema”.

Allora gli scenari che si potrebbero manifestare al “Sistema Confidi”,  in termini di “stabilità” rispetto ai rischi assunti, potrebbero essere diversi da quanto supposto ad oggi.

Che la dimensione elefantiaca, la “corsa al gigantismo” (anche in parte indotta dal mercato e dalle ultime riforme) in nome di un non troppo latente “too big to fail“, sia stata e continua ad essere una delle maggiori fonti di rischio per il sistema degli intermediari finanziari “parabancari”?

Leggi Articolo su “Lo spiffero”.

 

Cinquemila metri quadrati di start up: lo spazio Luiss Enlabs a Roma Termini

Fonte: luissenlabs.com
Fonte: luissenlabs.com

L’inaugurazione del nuovo acceleratore rappresenta ancora una volta, una risposta formidabile di un modello che funziona”, ha commentato il presidente della Luiss Emma Marcegaglia. “In soli tre anni l’ecosistema nato attorno a Luiss Enlabs è arrivato a comprendere circa 40 start up, che hanno creato più di 500 posti di lavoro, attratto 20 milioni di euro da investitori esterni, consolidato un advisory board di oltre 50 esperti di alto profilo e un network di corporate, istituzioni e aziende che supportano lo sviluppo delle migliori idee di impresa. E nel 2017 apriremo a Milano una estensione di Luiss: il Mhuma, un laboratorio dedicato alla manifattura 4.0”.

Confidi ‘minori’: approvata la legge delega

La riforma del settore dei Confidi, parte da lontano e pare essere arrivata alla completa definizione.

A breve, infatti, partirà l’Organismo “di autoregolamentazione, al quale i confidi devono obbligatoriamente iscriversi” subordinatamente al ricorrere di requisiti specifici.

L’Organismo cui si fa riferimento trova fondamento nell’art. 112 del Tub, come modificato dal D.Lgs. 141/2010 e s.m.i.

Il Parlamento ha incaricato il Governo di emanare misure finalizzate al rafforzamento del “sistema delle garanzie” intervenendo sulla patrimonializzazione, rivedendo e rafforzando il finanziamento pubblico (ora nelle mani di Camere di commercio e Regioni).

Il tutto andrà ora contestualizzato all’interno di un meccanismo che possa rendere maggiormente efficiente il sistema mutualistico dei confidi e dal punto di vista della tenuta dei singoli (l’attenzione della riforma è al rischio sistemico che particolari categorie di soggetti possono ingenerare) e da quello del sostegno all’accesso al credito. La sfida, dunque, è quella di rendere più celeri e lineari alcuni processi insiti nella filiera del credito garantito dai confidi, al fine di ridurre costi e tempi di esecuzione di ciascuna operazione, evitando le duplicazioni di attività che spesso rendono oltremodo onerosi (in termini di costi e di tempi di esecuzione) i processi di erogazione della garanzia e del finanziamento da questa garantito.

 

Disposizioni di vigilanza (2016) per gli istituti di pagamento e gli istituti di moneta elettronica

Fonte: la rete
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Banca d’Italia nella Nota Esplicativa al documento:

<Il 17 maggio 2016 sono state approvate le nuove “Disposizioni di vigilanza per gli istituti di pagamento e gli istituti di moneta elettronica”, che entreranno in vigore nel giorno di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana.

Con il nuovo provvedimento sono recepiti nella disciplina applicabile agli istituti di pagamento e agli istituti di moneta elettronica gli “Orientamenti finali sulla sicurezza dei pagamenti via internet” dell’Autorità Bancaria Europea (European Banking Authority – EBA) (1), che mirano a innalzare il grado di sicurezza dei pagamenti effettuati tramite il canale internet.

1) Cfr.

www.eba.europa.eu/documents/10180/1004450/EBA_2015_IT+Guidelines+on+Internet+Payments.pdf/b9c5dee9-78bd-47c5-a80c-4d2f3f8a1de2

I nuovi requisiti introdotti con il recepimento degli Orientamenti si applicano agli istituti di pagamento e di moneta elettronica, nonché agli intermediari finanziari autorizzati alla prestazione di servizi di pagamento e/o di moneta elettronica.

Gli obblighi imposti integrano e specificano le disposizioni sull’organizzazione amministrativa e contabile e sui controlli interni con riferimento, in particolare, al sistema informativo (Capitolo VI). È prevista l’adozione di specifici presidi di natura fisica, logica e organizzativa con l’obiettivo di ridurre il rischio di frodi e assicurare una corretta gestione delle informazioni sensibili detenute dagli istituti.

In tal senso, gli istituti sono chiamati, tra l’altro, ad adottare:

– modalità rafforzate di verifica dell’identità del cliente (c.d. “autenticazione forte”), per l’avvio di un’operazione di pagamento, nonché per l’accesso ad informazioni sensibili, secondo gli standard stabiliti dall’Orientamento n. 7;

– limiti ai tentativi di log-in/accesso ad aree riservate e alla durata delle sessioni di lavoro;

– meccanismi di monitoraggio dell’operatività, al fine di prevenire, identificare, bloccare eventuali operazioni fraudolente.

Gli istituti sono inoltre chiamati ad accrescere il grado di protezione offerto alla propria clientela, assicurando la disponibilità di informazioni accurate e tempestive sulle tecnologie in uso, sulle loro modalità di utilizzo, nonché sugli strumenti di tutela disponibili in caso di frode. Tali aspetti sono inoltre specificamente inseriti nei contratti.

Gli Orientamenti forniscono, infine, alcuni esempi di prassi applicative degli obblighi in essi contenuti. Tali esempi non hanno natura vincolante. Resta ferma la possibilità per gli operatori di tenerne conto nella definizione delle modalità di attuazione delle disposizioni in questione.

In linea con l’impostazione generale della disciplina in materia di controlli interni e gestione dei rischi, e fermi restando i casi in cui gli Orientamenti prescrivono obblighi specifici (come nel caso dell’utilizzo dell’”autenticazione forte”), gli istituti applicano le nuove disposizioni secondo il principio di proporzionalità, cioè tenuto conto della dimensione e complessità operativa, della natura dell’attività svolta, della tipologia dei servizi prestati.

Gli istituti si adeguano agli obblighi imposti con le nuove disposizioni entro il 30 settembre 2016. Per l’assolvimento degli obblighi che richiedono una modifica di rapporti contrattuali, essi adeguano i contratti in essere alla data di entrata in vigore delle disposizioni alla prima scadenza contrattuale.

Entro il 30 ottobre 2016 essi trasmettono alla Banca d’Italia una relazione, approvata dall’organo con funzione di supervisione strategica, sugli interventi effettuati sulla struttura organizzativa e di controllo nonché sui sistemi informativi al fine di assicurare il rispetto degli obblighi introdotti con le modifiche del 17 maggio 2016.

Con l’occasione, il testo delle Disposizioni è stato oggetto di adeguamenti puntuali, volti a tenere conto delle modifiche nel frattempo intervenute nel quadro normativo primario e secondario (2) nonché nell’assetto organizzativo della Banca d’Italia (3).

2)Cfr. d.lgs. n. 169/2012 (c.d. “secondo correttivo” al d.lgs.141/2010) e Circolare n. 288/2015″Disposizioni di vigilanza per gli intermediari finanziari”.

3)Cfr. Provvedimento del 21 gennaio 2014 “Riforma organizzativa della Vigilanza della Banca d’Italia. Procedimenti amministrativi e provvedimenti normativi” e Provvedimento del 22 settembre 2015 “Istituzione dell’Unità di Risoluzione e Gestione delle Crisi: procedimenti amministrativi e provvedimenti normativi”.

Le “Disposizioni di vigilanza per gli istituti di pagamento e gli istituti di moneta elettronica” adottate con provvedimento del 17 maggio 2016 abrogano e sostituiscono integralmente il provvedimento della Banca d’Italia del 20 giugno 2012.>

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